domenica 16 dicembre 2007

Assassini!

Il titolo di questo post non è rivolto solamente alla ThyssenKrupp, ma a tutti quelli che vedono la sicurezza come un "optional".

Oggi, purtroppo, anche il quinto operaio, Rocco Marzo, è deceduto dopo una decina di giorni di agonia.

Migliaia le morti "bianche" quest'anno. Se si conta che nelle moderne guerre le vittime sono inferiori, c'è da chiedersi il perchè si "perde" una guerra ogni anno!

I motivi sono tanti, è facile per me dire che una di questi sono le leggi che permettono il precariato: spiegatemi come si può coniugare sicurezza sul lavoro e precariato. Io, commentando una boutade del deputato Francesco Caruso (PRC), lo avevo scritto in un mio post su questo blog: Quando la verità fa male.

Io ad esempio non conosco le possibili "insidie" che può nascondere un normale lavoro da tecnico su cellulari: usiamo delle bombolette spray di deflussante, senza che nessuno ci abbia spiegato le possibili ripercussioni. Senza parlare delle onde provocate dagli strumenti di test di radio-frequenza.

Assassini sono i politici che stanno a guardare, o meglio, vanno a tutti i salotti televisivi parlando di sicurezza: VERGOGNATEVI, siete dei PAGLIACCI!

Quante migliaia di morti dovranno ancora esserci prima di intervenire? Quando si capirà che ricerca estrema del profitto e sicurezza sono antitetici? Quando si capirà che Montezemolo e Confindustria non sono gli "eroi" nazionali, ma piuttosto degli arroganti arricchiti?

Sono sicuro che scriverò, purtroppo, altri post a commento dell'ennesima morte bianca, ma non dobbiamo intristirci, ma INCAZZARCI!!

giovedì 13 dicembre 2007

TIRtassati

Sarà poco popolare in questo momento di grandi polemiche post-sciopero autotrasportatori, ma io mi sento di dare la mia solidarietà a loro...e anche un plauso.

La solidarietà soprattutto ai dipendenti delle imprese di autotrasporto, che da sempre sono soggetti a turni di lavoro massacranti.

Il plauso per essere riusciti a rimanere uniti, pur nell'impopolarità della loro protesta. Ma dove sono finiti i tempi in cui si era solidali con i lavoratori che portavano avanti piattaforme di miglioramento delle condizioni di lavoro? Forse le "nostre" (come singola categoria) battaglie sono sempre più importanti e più giuste delle altre?

Forse le rivendicazioni non sono state chiarissime. Probabilmente non sono stati bravi comunicatori, e alla fine sono passati dalla parte del torto...ma sicuramente sono stati efficaci, visto cosa sono riusciti a portare a casa nella trattativa con il Governo.

E come al solito ecco pronti gli speculatori: si parla già di rincari di frutta e verdura del 30%. Speculatori doppi. Essendo figlio di contadini, e vivendo in una realtà contadina, ben conosco i prezzi della merce pagata alla produzione. Qualcuno dovrebbe spiegarmi/ci chi fà lievitare il prezzo del 3-400%, e che non mi si venga a dire che ci devono campare, hanno le tasse da pagare (anche i contadini, ndr), la merce è deperibile. E altri speculatori sono i petrolieri, che fino a quando il parco macchine (autovetture e camion in genere) alimentati a diesel erano pochi, tenevano il prezzo del gasolio molto al di sotto della benzina...ora che invece il rapporto tra motori diesel e benzina sembra sia ribaltato, anche il prezzo sta sempre più avvicinandosi.

A parte tutte queste sterili polemiche, parlando come PRECARIO, invito tutti i miei "colleghi" a guardare alla forma di protesta degli autotrasportatori, come stimolo per un primo importantissimo passo: conoscerci, creare e sentirci se non una "classe sociale", per lo meno un gruppo eterogeneo di persone colpite dallo stesso male: la PRECARIETA'.

mercoledì 12 dicembre 2007

Il ritorno!

Era ora!!!!!!!!
Finalmente eccomi di ritorno, con le dovute proporzioni anche io sto ritornando alla mia casa (virtuale) che con tanto entusiasmo avevo costruito.
Una casa con le finestre aperte verso un mondo sempre più disperato, in cerca, come me, della strada non del successo, ma della dignità. Dignità che ogni giorno ci viene tolta in un mondo lavorativo che non ha più rispetto per il lavoro, ma solo per il capitale e la finanza. Dove sta la novità?

La novità sta che ormai è sempre più dichiarato, sfacciatamente, senza vergogna, da parte di pseudo-imprenditori che, ahimè, non sono una minoranza, ma bensì la MAGGIORANZA.

Io sono "scappato" da questa casa dalla "disperazione", dal vedere che tutt'intorno a me le cose (per carità, parlo sempre di lavoro) precipitavano. Sono passato dalla speranza, alla disillusione. Non so dirvi quante volte sono stato tentato di entrare nel BLOG e scrivere tutto il mio sdegno per quello che succedeva più o meno intorno a me...ma poi una forza oscura ogni volta me lo impediva...il "tantononcambianiente".

Ebbene, ora mi sono proprio ROTTO, e senza trionfalismi e promessone, rientro in casa, faccio pulizia dalle ragnatele, rimetto a posto gli utensili nel frattempo caduti e riparto...riparto ad accudire la mia casetta e l'orticello, tenendo sempre ben aperte le finestre su questo mondo, che è anche il mio mondo, il nostro mondo...il mondo che merita di essere popolato da esseri di pari dignità e possibilità.

Gli argomenti sono molti, prima di riniziare (e le idee vi assicuro non mancano, il tempo a disposizione sta per arrivare: gli interinali a Natale li lasciamo a casa, pardon in "ferie"), volevo ringraziare chi ha continuato ad affacciarsi al cancelletto della mia casa, per vedere se ero in casa e si è chiesto: "Ma sto SOMMINISTRATO, dov'è andato?".

Il SOMMINISTRATO è di ritorno...a prestissimo!

martedì 2 ottobre 2007

Ottobre Rosso!!!

Ottobre rosso o autunno caldo: questo mese si prospetta con alcune importanti scadenze, o almeno io reputo tali. Le seguirò con particolare zelo perchè penso mi riguardi, ci riguardi a tutti noi PRECARI.

Si inizia l'8-9-10 ottobre con il voto dei lavoratori sul protocollo del 23 luglio.

Poi il 12 il Governo varerà qualche decreto riferito al protocollo.

E per finire sabato 20 ottobre si terrà la manifestazione a Roma contro il famoso protocollo del 23 luglio.

Già nei prossimi giorni, un po' in tutte le fabbriche e luoghi di lavoro si terranno le assemblee in cui i delegati delle organizzazioni sindacali spiegheranno perchè votare sì o perchè votare no. In realtà sul no ci saranno pochi che spenderanno parole. La mia indicazione di voto per noi precari è un chiaro e netto NO! E nei prossimi giorni lo motiverò meglio. Invito comunque tutti a partecipare soprattutto al voto dell'8-9 e 10. E' importante far sentire la nostra voce, qualunque sia la decisione di voto, anche se io insisto e consiglio nel votare NO principalmente perchè il Governo ha eluso l'argomento precarietà, riducendo a piccoli interventi. Ma come detto da domani motiverò meglio questo NO!

Non ho inserito il 14 ottobre, giorno delle primarie per il Partito Democratico, in quanto sinceramente il risultato mi sembra scontato e non mi appassiona più di tanto, comunque ne parlerò un pochino prossimamente.

martedì 18 settembre 2007

Morti Bianche!

Oggi era una giornata lavorativa veramente stressante e avevo deciso di non postare niente. Poi guardando il TG1 delle 20 ho ascoltato la notizia della morte di questa giovane ragazza (21 anni), precaria, morta schiacciata da una pressa.

Pressa urtata involontariamente da un carrellista, anch'egli precario. Un plauso al TG1 che ha mostrato questa notizia come una delle prime: ho dovuto faticare a cercare un articolo sui 3 principali quotidiani on-line.

La storia è sempre uguale, la sicurezza è carente e la media di infortuni (e purtroppo morti) è davvero altissima.

Quest'estate Caruso aveva accusato la legge 30/2003 che tende a precarizzare anche la sicurezza sul lavoro. Con toni forse troppo accesi aveva visto giusto. Da allora poco è cambiato e le vittime continuano a sommarsi.

Tra l'altro oggi la giovane trevigiana non è stata la sola: anche un muratore purtroppo è morto sul lavoro!

Meditiamo!

domenica 16 settembre 2007

Democrazia diretta in arrivo!

Questa mattina postavo un commento sul V-Day e sugli scarni, prima, commenti politici e dei mass media. Poi, diciamo qualche giorno dopo l'evento, è stato pressochè impossibile rimanere muti su quello che sta succedendo.

Ed ecco che si sono fatti speciali in televisione, quello di Primo Piano, su Rai 3, speciale chiamato "Il Detonatore". Era l'11 settembre.

Ed è annunciato su Rai 2, nella trasmissione di Michele Santoro, Anno Zero, che si parlerà del V-Day e di quello che gli gira intorno.

Anche sui giornali, al movimento che si è mostrato (perchè è nato molto tempo fà su internet) al V-Day e del quale Beppe Grillo è un po' l'alfiere, si sta dando sempre più spazio.

Ieri alla festa dell'Unità di Milano, Grillo è intervenuto a modo suo con tanti saluti a Fassino, D'Alema e vertici dei Ds.

E per concludere la giornata ecco che Grillo sul suo Blog esce con "I Comuni ai cittadini": un chiaro invito ad entrare direttamente nell'amministrazione dei Comuni. Insomma un invito a "Riprenderci la Politica". Sì, perchè nonostante siamo stati (mi ci metto anch'io) etichettati come "Anti-Politica", in realtà noi siamo solo "Anti-Politici". Noi della Politica ne abbiamo il più alto rispetto, e proprio per questo che dovremo accettare l'invito di Grillo e rimpossessarci di quello che la "Casta" dei politici di professione si è presa. E quale modo migliore di iniziare dal basso, dai Comuni!!

E un normale post diventa notizia principale in molti telegiornali, televideo e pure giornali:

Questi sono solo i principali giornali italiani nella versione on-line, ma c'è da giurare che anche la versione cartacea rispecchierà il clamore suscitato.

Sono felice che qualcosa si sta muovendo e questa voglia di Politica (altro che qualunquismo) potrà solo fare bene alla nostra causa del Lavoro Precario!!

Che confusione!

Ho lasciato di scrivere per un po' di tempo, principalmente per problemi personali, ma anche per cercare di capire qualcosa.

E' passata poco più di una settimana da una grande prova di democrazia diretta. Mi riferisco naturalmente al V-Day dell'8 settembre.

Confesso che a mezzanotte del 8 settembre, ritornato a casa, stanchissimo ma contento, la mia prima intenzione è stata precipitarmi sul mio blog e scrivere delle emozioni, delle speranze. Mi sentivo un po' come quegli adolescenti che hanno dato il loro primo bacio e non vedono l'ora di raccontarlo a qualcuno.

Poi la parte razionale mi ha "suggerito" di aspettare il giorno dopo, per cercare di capire cos'era avvenuto, avere una visione più completa e non limitativa di quel che era successo a Torino.

Sono andato a dormire felice per quello che ho fatto, per quello che ho visto: una manifestazione pacifica e stranamente ordinata (dico stranamente conoscendo noi italiani) e non quell'inutile carica di violenza che il signor D'Alema ha visto.

Il giorno successivo, e a dire il vero anche tutti gli altri, ho cercato di capire qualcosa dai mass media nazionali in primis (Televisioni, Radio e Giornali). Ma a parte il silenzio o il dissenso non ho trovato altro. Dentro di me già sospettavo questo "ignorarci": non eravamo i professionisti delle piazze (vero sindacati e partiti politici di sinistra?) e oltretutto nemmeno tanto "politically correct" (vero telegiornali, radiogiornali e giornali?).

Ritornando al paragone dell'adolescente e il bacio. E' come se dopo aver raccontato il mio primo bacio, mi avessero detto che avessi fatto una cosa sbagliatissima, immorale. Qualcuno mi ha fatto sentire "sporco", mi ha detto che dovrei vergognarmi, ma caro signor Casini, se non si vergogna lei per tutto quel che ha fatto nella sua vita politica perchè lo dovrei farlo io?

Infangato l'onore di Biagi? Le fa male se le ricordo che prima di essere ucciso aveva scritto una lettera anche a lei perchè aveva questo timore? Le fa male sapere che un ministro del Governo (Scajola) cui lei appoggiava, tolse la scorta a Marco Biagi? Le ricordo che lo stesso ministro su citato ha detto:

"Era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza".
Ma su smettiamola prima di tutto ti tirare in ballo ogni volta una persona morta, tiriamo in ballo una legge che a posteriori è stata etichettata addosso a chi forse non l'avrebbe voluta. Una legge bruttina (fatta e approvata anche da lei signor Casini), una legge che non viene applicata bene (forse). Io e un'amica intanto continuiamo a cercarce di capirci qualcosa della Legge 30/2003, io continuerò a chiamarla così senza scomodare nessuno. L'articolo 3 è stato analizzato molto bene da Anna, vogliate fare una visitina al suo blog e leggervi il buon lavoro da lei fatto.

Ritornando al V-Day, the day after. Dopo i primi scarni commenti ho capito una cosa: la setta dei politici e dei loro amichetti un po' ha paura e allora giù a buttar discredito su Grillo, il quale ha il merito di aver incanalato un malumore diffuso nel paese, mica di averlo creato o fomentato.

In fila con me a Torino c'erano "pericolose" vecchiette armate di occhiali, bambini "xenofobi" che accompagnavano adulti con il coltello fra i denti pronti a fare giustizia sommaria. E il bello che qualcuno leggendo potrebbe anche dire che la realtà era questa. Su signori, un po' di serietà. A Torino, come a Bologna, come a Palermo, Roma, Milano e un centinaio di città c'erano una rappresentanza eterogenea della società italiana: lavoratori, imprenditori, liberi professionisti, giovani e anziani, donne e uomini, persone di sinistra, di centro e di destra.

Tutti quanti chiedevano 3 semplici punti, che non hanno nessuna "bandiera politica" se non quella del buon senso: 1) No Parlamento per le persone condannate in via definitiva. 2) No a più di 2 legislature. 3) No ai partiti che scelgono unilateralmente i rappresentanti che si siederanno in Parlamento.

Se il punto uno, neanche il più conservatore politico ha potuto contestarlo, per il punto due in particolare, si sono citati Pertini, De Gasperi quali esempio di personalità politiche che non sarebbero potuto essere quel che sono state se si fossero fermate a due legislature. Che peccato che sono riusciti a citare solo 2 persone nelle parecchie centinaia abituè del Parlamento. Miei cari, ma l'unico modo di far politica è in Parlamento? In dieci anni non si riesce a fare qualcosa di buono? Infine il punto 3. Io sogno un Paese slegato dai partiti, dalle ideologie di due secoli fa, delle pedine in mano alla segreteria di Partito. Credete veramente che il destino del Paese viene deciso in Parlamento? Io sogno un Parlamento con persone pensanti e non automi partitici. Parlamentari che si sentano legati a chi li ha votati non al partito di appartenenza. Parlamentari vicino alla gente.

domenica 2 settembre 2007

Tutti contro di noi

In un mio post riponevo speranze per l'avvento di Walter Veltroni.

Il candidato leader del Partito Democratito dichiarava:"[...] la lotta alla precarietà è la grande frontiera che il Partito democratico ha davanti a sé [...]".

Da quanto dichiara alla festa dell'Udeur a Telese, sembra aver cambiato idea e "impone" ai ministri a non scendere in piazza il 20 ottobre alla manifestazione contro l'accordo del welfare.

Sinceramente non capisco perchè non potrebbero, comunque a quanto pare i ministri della sinistra radicale sembrano aver obbedito, tutti, pare, tranne il ministro Ferrero.

In un'intervista al Corriere della Sera, anche Mussi dichiara:

"Chiederò ai promotori di rinunciare al corteo del 20 ottobre contro la precarietà. Un' azione politica contro il governo sarebbe catastrofica".

Insomma ci stanno lasciando soli. Se pensano che il "Protocollo su Previdenza, Lavoro e Competitività" sia sufficiente a riequilibrare una Legge 30/2003, allora significa proprio che la politica dell'Unione si è venduta al volere di Confindustria.

Nei miei ultimi post sto continuando ad insistere sulla necessità di organizzarci direttamente noi lavoratori precari, perchè Sindacati e la maggior parte dell'Unione hanno dimostrato con i fatti che non siamo una loro priorità.

A questo punto la manifestazione del 20 ottobre non è più sufficiente!!!

mercoledì 29 agosto 2007

V-Day

Oggi ho voglia di parlare di un'iniziativa che reputo particolarmente interessante, alla quale aderisco volentieri. Sto parlando del V-Day, il Vaffanculo Day. Cos'è, cosa tratta? E' una giornata, l'8 di settembre, dedicata alla raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare: "Parlamento Pulito". Con questa legge si chiedono tre semplici punti:
  • 1) No ai parlamentari condannati (nel nostro attuale parlamento ce ne sono ben 24 in via definitiva e un numero incredibilmente grande in primo o secondo grado);
  • 2) Due legislature, basta con parlamentari di professione (rendiamoli precari): due mandati sono più che sufficienti;

3) Elezione diretta dei parlamentari, no alla scelta da parte dei partiti politici.

La raccolta delle firme avverrà im moltissime città d'Italia, per tutti i dettagli si visiti il sito: http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/

Questa secondo me è una buona occasione per esercitare la democrazia diretta, di poter influire direttamente sulla Cosa Pubblica, sullo Stato.

Girovagando su internet, ascoltando pareri qua e là (al lavoro, per strada, ecc) vi è una forte forma di propaganda contraria, di sminuire l'iniziativa. Se posso capire l'ostracismo della classe politica (tendente a mantenere lo status quo), proprio non riesco a capire una critica non motivata se non dall'antipatia per Beppe Grillo, di molte persone che avrebbero solo da guadagnarci da una legge in questa direzione.

Purtroppo noi italiani ogni volta che sentiamo parlare di iniziativa popolare o referendum abbiamo la tendenza a pensare che sia solo un grande spreco di denaro, invece dovremmo essere fieri di poter esprimerci direttamente, con un atto formale e non le solite critiche da bar e del classico luogo comune "i politici sono tutti ladri".

Non importa chi l'ha proposta e l'ha portata avanti, importa che si possa rompere un patto perverso tra i politici di tutti gli schieramenti per continuare a mantenere i loro privilegi, primo fra il quale l'immunità parlamentare.

Il nostro "piccolo" problema di lavoro precario lo si risolve politicamente. Siccome i politici non sembra che gliene freghi molto, allora dobbiamo farglielo capire con iniziative democratiche, partecipative e dirette come queste, e mi auguro molte altre.

L'8 SETTEMBRE andiamo in piazza per cambiare il corso della nostra storia!

domenica 26 agosto 2007

L'Equilibrista

Rieccomi qua a riprendere il discorso.
Nel mio girovagare sui siti di giornali mi è capitato di leggere un articolo interessante:
La delusione dei più deboli di Francesco Giavazzi sul sito del Corriere della Sera.

Nella prima parte si parla in modo generale di come l'attuale Governo Prodi non sia ancora riuscito ad occuparsi di chi realmente ne ha bisogno. Si parla di pensioni minime e di come l'aumento di tali non andrà ad esclusivo vantaggio dei veri poveri.

Nella seconda parte Giavazzi affronta più prettamente l'argomento lavoro precario. Si parla tanto di lavoro precario accostandolo ai giovani: forse qualche anno fa era così, oggi il lavoro precario colpisce sempre più fasce variegate di età.

L'autore dell'articolo parla di lavoro precario come conseguenza di eccessiva rigidità del lavoro indeterminato in Italia.

Confermo. Le mie personali esperienze in molte realtà lavorative mi hanno sempre mostrato una verità: il lavoratore a tempo indeterminato, meglio se dipendente di grandi aziende, ha numerosi privilegi non sempre meritati.

Chi come me ha o sta lavorando con contratti a tempo breve e brevissimo sa di cosa parlo. Pensare che tu potresti non essere più lì, in un posto che hai dimostrato di meritare, mentre un tuo "collega" ci sarà solo perchè ha un contratto indeterminato fa male, forse molto di più di perdere il posto.

Personalmente condivido molto di quanto scritto nell'articolo. Semplificando molto, attualmente esiste questa situazione: una parte (maggioritaria) di lavoratori è difesa indistintamente per quello che è (lavoratori a tempo indeterminato), non per quello che fa; un'altra parte (per ora minoritaria) è giudicata giornalmente su quello che fa e di tutele ne ha poche.

Ancora una volta da questo luogo vorrei aprire gli occhi a tanti tanti miei colleghi precari, in particolar modo ai lavoratori somministrati. Non abbiamo rappresentanza, siamo una categoria sbandata e disorganizzata, e ancora una volta lancio l'appello a trovarci, parlarci, capire cosa possiamo fare... La sensazione è che siamo abbandonati a noi stessi dal Governo, dai Sindacati e non credo che possiamo avere aiuto da parti (centro-destra) a cui fa comodo la nostra disorganizzazione.

Vi prego di contattarmi o di farvi contattare per riuscire ad avere un minimo di organizzazione, non sperate che la situazione migliori se non facciamo niente NOI per farla migliorare... gli "altri" non hanno interesse che la situazione precariato venga superato, al massimo si parla ammortizzatori sociali.

mercoledì 22 agosto 2007

Chiuso per ferie!!

Il blog è attualmente chiuso per ferie...ma il proprietario no!! Da buon precario sta lavorando per assicurare le ferie ai più fortunati indeterminati.

Comunque anche per il blog sta per arrivare la ri-apertura (massimo a fine settimana).

Gli spunti in queste settimane ci sono state eccome ed altri arriveranno con l'autunno, per cui invito i miei lettori abituali a farsi un giretto domenica 26, per quella data almeno un nuovo post ci sarà.

Ai fortunati che leggono quest'avviso dal mare auguro un fine ferie con tanta pioggia, eheheh, sapete com'è l'invidia del precario :-)

SCHERZI A PARTE, BUON RIPOSO A TUTTI!!!! ....E A PRESTISSIMO!

giovedì 9 agosto 2007

Quando la verità fa male

Caro Francesco, questa volta l'hai combinata bella, ma lo sai che quando si dice la verità poi si scatena un polverone? Mi riferisco alle dichiarazioni rilasciate dal deputao Francesco Caruso (Rc), qui riporto alcuni dei titoli:

Caruso, frasi choc: «Treu e Biagi assassini» - Corriere della Sera

Caruso: "Treu e Biagi assassini dei giovani morti sul lavoro" - Repubblica

Il putiferio è scoppiato, basta che qualcuno faccia una provocazione, un piccolo paragone che i benpensanti si scatenano. E ci può stare anche che si condannino le parole, forse un po' forti, di Caruso. Quello che non ci può stare è che si chiudano gli occhi sulla realtà delle cose.

Quando Caruso dice che l'aumento delle morti bianche sono conseguenza anche della precarizzazione, non fa mica una scoperta strabiliante: mi spiegate come un lavoratore neo-somministrato in un'azienda edile (ovvero un alto-forno, ovvero operante con presse idrauliche, ecc), può imparare tutte le norme di sicurezza relative al posto di lavoro? E se ci aggiungiamo che questo lavoratore molto probabilmente dopo un mese dovrà imparare altre norme in un'altra realtà produttiva, siamo sicuri che questo povero essere riesca a "sorbire" pagine e pagine di norme e comportamenti, per operare in sicurezza? E se ci aggiungiamo che lavora con la spada di Damocle sulla testa, della produzione, altrimenti il rinnovo se lo scorda. Mi dite se starà così attento a rispettare le norme di sicurezza che molte volte mal si concigliano con la produttività?

Non c'è bisogno che risponda alle domande vero?

Volete sapere i commenti dei santoni politici? Eccone qualche esempio:

«Le parole di Caruso sono assolutamente demenziali» - Cesare Damiano (Ministro del Lavoro)

«Le parole farneticanti di Caruso sono un pessimo servizio alla causa di chi ha a cuore gli interessi e la tutela dei diritti dei lavoratori.» - Rosy Bindi (Ministro della Famiglia)

«Come si trova Treu nella stessa maggioranza con Caruso che lo definisce un assassino? E il presidente della Camera Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione comunista al momento della candidatura di Caruso considera assassini anche lui Treu e Biagi, quest'ultimo in verità assassinato dalla Brigate Rosse al cui linguaggio si ispira Caruso?. Il dolore per le morti sul lavoro e la necessità di combattere questa terribile piaga non giustificano il linguaggio di questo pluripregiudicato per atti di violenza. Lo cacceranno dal suo partito e dal suo Gruppo parlamentare?» - Maurizio Gasparri (Alleanza Nazionale)

«Le parole del deputato Caruso sulle leggi Treu e Biagi, e sui loro autori, sono inqualificabili, sotto ogni punto di vista.» - Daniele Capezzone (Rosa nel Pugno)

«Non sono certo le uscite irresponsabili e deliranti di Caruso che servono ad affrontare questi difficili problemi. Simili dichiarazioni servono solo ad avvelenare il clima e sono tanto più gravi in quanto rivolte anche a Marco Biagi, che non può replicare perché vittima di terroristi assassini» - Tiziano Treu (Margherita, uno dei "chiamati in causa" di Caruso)

«Sono sconcertato dalle affermazioni di Caruso e spero che si renda conto presto del danno che producono anche a chi lotta contro la precarietà. E quindi credo che si debba ricredere al più presto. Poi trovo di pessimo gusto citare il nome di Biagi, che è stato barbaramente ucciso dalle Br» - Gennaro Migliore (Capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera)

Caro Francesco, non so quanto ti possa consolare, ma io e molti precari abbiamo capito perfettamente quello che volevi comunicare tra le righe. E credo anche i tuoi "colleghi" politici, solo che in questo momento è molto meglio usare i luoghi comuni dell'indignazione sulle Br, sulla morte di Biagi, ecc....la morte di qualche migliaio di lavoratori poi non è che fa tanto notizia.

Ti riscrivo quello che avresti dovuto dire?

"Forse, ma non ne sono completamente sicuro (studi di Confindustria a riguardo non ve ne sono), alcune norme delle leggi Treu e Biagi, possono aver indotto i lavoratori flessibili ad interpretare male i dettami dei loro imprenditori. Se qualche manovale è morto è sicuramente ascrivibile ad errore umano (suo) ed ad un comportamento inadeguato derivante una interpretazione erronea delle norme di sicurezza"

Avresti fatto un figurone, avresti ricevuto plauso unanime e...beh, nessuno se ne sarebbe fregato niente. Il Savoir-faire non è il tuo forte, vero Francesco?

L'egemonia della politica

"La politica è l'Arte di governare le società." Questa è una delle definizioni classiche usate per dire che cosa è la politica. E se non sbaglio, il verbo governare, significa DIRIGERE, GOVERNARE.

Secondo la mia personale visione, la POLITICA deve dirigere, governare, seguendo principi di equità, di giustizia sociale. E per far questo deve essere libera, sovrana, incondizionabile, egemone. Su chi vi starete chiedendo... Su cosa è la domanda giusta, e la risposta è sulla FINANZA.

Se la Finanza (soprattutto privata e speculativa) diventa egemone della Politica, la giustizia sociale muore, il principio di equità muta in disuguaglianza e perchè?

Molti dei servizi (sanitari, pensionistici, educazione, ecc) a cui siamo abituati non sono "economicamente" convenienti. Convenienti per chi? Per chi è convinto che uno Stato deve essere "leggero", occuparsi dello stretto necessario: ripianare i debiti accumulati dalle imprese, accollarsi gli esuberi di personale, non far pagare le tasse a chi ha di più, ecc...
  • Sanità? Privata, tante belle cliniche private, con personale con una perfetta livrea, pareti belle pitturate, camere climatizzate, tivù satellitare nelle camere...e i dottori? A beh, ma si, qualche bel dottorino appena uscita dall'univertsità, con un bel contratto precario. Le infermiere? Quelle della ottima cooperativa di lavoro precario.
  • Scuola? Privata, tante belle scuole in cui ti viene insegnato che lo Stato deve privatizzare, che il Mercato è bello, che la Flessibilità assicura lavoro per tutti e felicità eterna, che il Comunismo ha fatto tanti orrori, che il Capitalismo-Liberismo è la soluzione a tutti i nostri problemi.
  • Pensione? Integrativa naturalmente, cioè: tu essere dipendente (precario ancor meglio) vai in banca o nell'assicurazione o nel chissaqualeposto, apri un bel Fondo Pensione, versi parte di quello che prendi mensilmente e tra una cinquantina di anni (se hai versato tanto) riceverai il pattuito (sempre se nel frattempo la banca non è fallita).
  • Trasporti? Privati, un bel trenino infestato di cimici, con il riscaldamento rotto d'inverno e funzionante d'estate...sai com'è bisogna ottimizzare il costo degli addetti alla pulizia/manutenzione. Sti zoticoni pretendono di lavorare a 6 euro l'ora. Cosa da pazzi!!! Un bel aereo con overbooking (tanto poi qualcuno all'ultimo momento rinucia al viaggio). In un bel aeroporto privato con sistema di smistamento dei bagagli perfetto.

La parola d'ordine da molti anni è PRIVATIZZAZIONI. Tutto deve essere privatizzato, perchè così si ottimizzano i costi e i servizi. Vero Telecom? Vero Ferrovie dello Stato (pardon Trenitalia)?

A volte mi metto a ridere quando sento la parola FINANZA PUBBLICA...ma pubblica cosa??? Lo Stato ha e sta privatizzando tutto, ma che patrimonio gli resta, ma quale finanza??

E fa una rabbia vedere la Politica dover chiedere a Confindustria, a Bankitalia e a tutti gli altri poteri economici, il beneplacit per una legge, per un decreto, per un protocollo.

Sveglia!!! Non deve essere la Borsa o la Finanza Privata a metter mano all'agenda della Politica Economica Italiana!!! Perchè se no la giustizia sociale non viene perseguita!!! Pensate veramente che la Legge 30 deve essere modificata col consenso di Confindustria o dei Precari? Lo Stato deve tutelare il precario che va al lavoro con un motorino scassato o l'imprenditore con il Mercedes?

Qui non è questione di Bilanci, di Europa, di Debito Pubblico....qui è questione di BUON SENSO!!

Non me ne frega niente se non è conveniente tenere aperto un ospedale in montagna. L'ospedale lo si deve lasciare lì perchè, ma guarda un po' che strano, gli abitanti della montagna si ammalano quanto quelli della città!!

Non me ne frega niente se non è conveniente tenere attiva una linea di pullman perchè ci sono solo 10 persone che la usano: la si tiene aperta oppure si chiude la bocca (parlo con voi politici di ogni colore che vi siete vestiti da moderni salvatori dell'ambiente). Perchè a casa mia 10 macchine inquinano più di un pullman!

Non me ne frega niente se non è conveniente portare l'ADSL in un paesino di 500 abitanti, perchè INTERNET è un SERVIZIO IMPORTANTE e tutti devono avere la possibilità di accedervi.

Non me ne frega niente se non è conveniente avere un paio di addetti in più in un pronto soccorso, perchè non siamo ancora riusciti a flessibilizzare (armonizzare) le malattie. Quando ti viene un infarto non puoi aspettare e punto!

Non me ne frega niente se "sì, ma chissà cosa dice Montezemolo se gli togliamo il precariato", perchè avete giocato già troppo sulle nostre spalle. Precarizzate un po' gli imprenditori.

LA POLITICA DEVE ESSERE EGEMONE SULLA FINANZA. UNA COSA DEVE ESSERE FATTA NON PERCHE' E CONVENIENTE ECONOMICAMENTE, MA PERCHE' SERVE!!!!

martedì 7 agosto 2007

Angeletti, pure tu!!!!

Titolo retorico, perchè sapevo che prima o poi avrebbe seguito il buon Bonanni. L'occasione Angeletti l'ha avuta domenica 5 agosto, dove ha rilasciato un'intervista alla Giornalista Olivia Posani di QN (Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno).

Intervista dal titolo significativo:
Angeletti contro la sinistra: "Guai a toccare l'intesa"
L'intesa è l'ormai famoso protocollo sul welfare.
Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, si è unito al coro del "guai a toccare il protocollo", insieme a lui una buona compagnia: Bonanni, Montezemolo... Ma Montezemolo non è il presidente degli industriali? Strano che Confindustria, Cisl e Uil siano così d'accordo, o forse tanto strano non è.

Tornando all'intervista, Angeletti sottolinea come la sinistra radicale (o massimalista) dovrebbe pensare a far aumentare i salari e diminuire le tasse invece di "cincischiare con norme che sono migliori di quelle del resto dell'Europa". Come dire, precari? Machissenefotte!

Ad una domanda su una manifestazione unitaria a favore di immigrati e contro la precarietà si dichiara a favore, manifestazione decisa tanto tempo fa (secondo lui). Certo non è chiaro se la manifestazione è quella del 20 ottobre proclamata da "Liberazione" e "Il Manifesto", oppure una non ben chiara manifestazione che ha da venire.

Commento finale: deluso, deluso, deluso. Chi dovrebbe arrabbiarsi e fare il diavolo a 4 per far modificare la legge 30/2003, come i sindacati, si schierano dalla stessa parte di un governo cieco alle vere esigenze dei precari, e di una Confindustria schiavista e schiavizzante... sarà dura per noi, senza rappresentanza, armata Brancaleone.

venerdì 3 agosto 2007

Serve la nostra voce

Cari amici, sono sempre più convinto di una cosa: troppi parlano di precariato ma non lo sono, mentre noi ce ne stiamo zitti zitti e non diciamo nulla. Qua sotto potete vedere un filmato del 4 novembre 2006, della manifestazione Stop precarietà ora!
9 mesi dopo il Governo ha partorito il Protocollo su Previdenza, Lavoro e Competitività!! La montagna ha partorito il topolino? Certo chiamare "montagna" il Governo Prodi bisogna proprio essere miopi...quanto al topolino, lasciamo stare che è meglio. Giusto per rinfrescarvi un po' la memoria di cosa è stata quella manifestazione a cui non ho partecipato e me ne pento molto per questo, eccovi i link ad alcuni articoli:

La conclusione che si può trarre è che i PRECARI devono nuovamente scendere in piazza, e se ieri erano 200 mila, domani dovremo essere di più. Il Governo deve capire semplicemente una cosa: deve sentire il nostro di parere e non solo quello di Confindustria.

Un quiz a premi, chi ha detto questo:

"Noi siamo contrari ai contenuti della legge n. 30 e dei decreti legislativi n. 276 e 368 che moltiplicano le tipologie precarizzanti."

Non ci crederete, ma è scritto a pagina 162 del programma dell'Unione: Per il bene dell'Italia. Che tristezza vedere ora come queste per la maggior parte della maggioranza di Governo siano parole buttate al vento.

Infine: ORGANIZZIAMOCI ORGANIZZIAMOCI ORGANIZZIAMOCI, o qui ci fanno la festa, abbiamo una possibilità più unica che rara, far cambiare la Legge 30/2003, diciamo la nostra perchè qua mi sa che vogliono fregarci un'altra volta.

mercoledì 1 agosto 2007

Adecco

Eccomi a parlare di una delle più importanti Agenzie per il Lavoro in Italia: l'Adecco. Trattasi, come delle principali concorrenti, di una multinazionale. Nel 1996 la svizzera Adia e la francese Ecco, entrambi con quasi un 50 anni di storia, si fondono per dar vita all'Adecco, come si può leggere nel sito. Recentemente (2005) ha ottimizzato la propria business lines, creando 8 sotto-divisioni ad occupare altrettanti segmenti di mercato:
  1. Human Capital Solutions, per la formazione;
  2. Industrial, per la selezione personale generico da inserire nel settore industriale;
  3. Finance & Legal, specializzata nell'offerta di servizi nell'area finanziaria, assicurativa, amministrativa e legale;
  4. Office, per la selezione di profili personale impiegatizio;
  5. Information Technology, per la selezione e formazione nel settore delle nuove tecnologie;
  6. Medical & Science, nel settore sanitario;
  7. Sales, Marketing & Events, il cui obiettivo è essere patner dei professionisti delle vendite e del marketing;
  8. Engineering & Technical, per i settori della costruzione di automobili, aerei e treni, oil&gas, energia nucleare e molti altri.

Sempre sul sito sono presenti aree riservate al candidato e alle aziende. Al candidato, si offre la possibilità di inserire il proprio curriculum on-line, di cercare le offerte di lavoro, aderire all'Adecco Club, in base alle ore lavorate con Adecco, vengono accreditati punti, spendibili in promozioni turistiche, di acquisto, ecc...

Prodi e i ministri di "sinistra"

Povero Romano! Sperava che dopo la "grana" delle pensioni poteva finalmente andare in vacanza tranquillo. Il protocollo per il Welfare proprio non è andato giù alla sinistra e diciamo a molti precari. I ministri Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Fabio Mussi (Sd), Paolo Ferrero (Prc) e Alessandro Bianchi (Pdci), hanno ribadito al premier che così com'è sul lavoro precario non va bene.

"Abbiamo detto con chiarezza - ha proseguito ancora - come Verdi che mentre sulle pensioni c'erano elementi di compromesso avanzato sul precariato c'è ancora troppo della legge Biagi, bisogna dare dei segnali seri che davvero si va verso tempo indeterminato" , sono le parole dette da Pecoraro Scanio in un'intervista di Repubblica di qualche giorno fà (il 27 luglio). A queste parole hanno fatto eco i colleghi "dissidenti" ribadendo che gli interventi prospettati nel protocollo sulla Legge 30 sono troppo blandi e marginali. Sempre su Repubblica si può dare un'occhiata a quanto detto da Prodi sul protocollo e la "risposta" di Ferrero e su cosa succederà a settembre. Prc, Pdci e Sd promettono battaglia sia in Parlamento che nel Paese per la posizione rigida che Prodi (e la parte centrista del Governo) vogliono tenere sul Protocollo e la Legge 30.

La voce di Veltroni, "Si tratta di "un primo passo nella lotta alla precarietà della vita"; bisognerà "farne molti altri", ma "quella è la direzione giusta". ", viene in soccorso di Prodi, anche se lascia una porticina aperta a nuove e ulteriori modifiche alla legge Biagi.

E benzina sul fuoco la getta anche il presidente Carlo Sangalli (presidente di Confcommercio) spiega che "se - come dice il presidente Prodi - l'adesione al protocollo è possibile solo in blocco, ci dispiace, ma le condizioni per la nostra sottoscrizione non ci sono". Secondo Sangalli, infatti, "si tratti di Dpef o si tratti del protocollo, la musica non cambia. Le scelte difficili - per la riduzione del deficit e del debito, per il controllo e la riduzione della spesa pubblica, per un'età di pensionamento che si adegui all'allungamento costante delle aspettative di vita - si rinviano. E, rinviando le scelte difficili, diventano un 'pannicello caldo' i buoni propositi in materia di riduzione della pressione fiscale e per una crescita più sostenuta del Paese. ".

Insomma, caro Romano, forse invece di ascoltare solo Confindustria e gli imprenditori dovresti anche provare ad ascoltare NOI che la legge Biagi la viviamo giorno dopo giorno, con le gioie (poche) e i dolori (molti) che ci provoca. Smettiamo di guardare alla legge Biagi come un totem, come le tavole dei comandamenti. Credo che dopo 4 anni si possa dare un'occhiata a come è stata attuata, e credimi Romano, le brutture sono davvero molte.

domenica 29 luglio 2007

Articolo 2 sull'Apprendistato

E continuando con l'esame della legge 30/2003 siamo arrivati ad analizzare l'articolo 2.

Il titolo recita: “Delega al Governo in materia di riordino dei contratti a contenuto formativo e di tirocinio”. Come si può facilmente capire stiamo parlando dell'apprendistato.

Comma 1. Il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Ministro per le pari opportunità, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministro per gli affari regionali, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a stabilire, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni in materia di tutela e sicurezza del lavoro dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e degli obiettivi indicati dagli orientamenti annuali dell’Unione europea in materia di occupazione, la revisione e la razionalizzazione dei rapporti di lavoro con contenuto formativo,

In pratica, con il coinvolgimento dei seguenti ministeri:
  1. Ministero Lavoro e politiche sociali;
  2. Ministero per le pari opportunità;
  3. Ministero per la funzione pubblica;
  4. Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
  5. Ministero degli affari regionali;

Con il coinvolgimento e il rispetto delle competenze delle regioni e delle indicazioni dell'Unione europea, entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge, si dovrà emanare uno o più decreti legislativi atti a razionalizzare la legislazione sull'apprendistato.

nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) conformità agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato alla occupazione;
Cioè seguendo le linee guida della UE sull'argomento aiuti di Stato (soldi) all'occupazione.

b) attuazione degli obiettivi e rispetto dei criteri di cui all’articolo 16, comma 5, della legge 24 giugno 1997, n. 196, al fine di riordinare gli speciali rapporti di lavoro con contenuti formativi, così da valorizzare l’attività formativa svolta in azienda, confermando l’apprendistato come strumento formativo anche nella prospettiva di una formazione superiore in alternanza tale da garantire il raccordo tra i sistemi della istruzione e della formazione, nonché il passaggio da un sistema all’altro e, riconoscendo nel contempo agli enti bilaterali e alle strutture pubbliche designate competenze autorizzatorie in materia, specializzando il contratto di formazione e lavoro al fine di realizzare l’inserimento e il reinserimento mirato del lavoratore in azienda;
In questo sotto-comma si pongono le basi per la modifica del "Cfl" (contratto di formazione lavoro), poi cambiato in "contratto di inserimento". Qui, come nell'articolo 16 (comma 5) della legge 196/1997, si pone enfasi sulla valorizzazione dell'attività formativa svolta in azienda. Permettetemi di dire, e credo che molti saranno d'accordo con me, che è una delle cose più disattese...la formazione costa, in termini di tempo e di denaro, ambedue rare e alquanto preziose in tutte le aziende che al "lavoratore in futuro formato" preferiscono il "lavoratore che si arrangi e sia produttivo nel presente".

c) individuazione di misure idonee a favorire forme di apprendistato e di tirocinio di impresa al fine del subentro nella attività di impresa;
Qui si chiede di trovare "misure idonee" per favorire le forme di apprendistato (in pratica le misure sono finanziamenti, incentivi e sgravi fiscali per le imprese).

d) revisione delle misure di inserimento al lavoro, non costituenti rapporto di lavoro, mirate alla conoscenza diretta del mondo del lavoro con valorizzazione dello strumento convenzionale fra le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il sistema formativo e le imprese, secondo modalità coerenti con quanto previsto dagli articoli 17 e 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, prevedendo una durata variabile fra uno e dodici mesi ovvero fino a ventiquattro mesi per i soggetti disabili, in relazione al livello di istruzione, alle caratteristiche della attività lavorativa e al territorio di appartenenza nonché, con riferimento ai soggetti disabili, anche in base alla natura della menomazione e all’incidenza della stessa sull’allungamento dei tempi di apprendimento in relazione alle specifiche mansioni in cui vengono inseriti, e prevedendo altresì la eventuale corresponsione di un sussidio in un quadro di razionalizzazione delle misure di inserimento non costituenti rapporti di lavoro;
Il dlgs 165/2001, all'art 1 comma 2 non fà altro che definire cosa si intende per pubbliche amministrazioni e cioè "tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane. e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale". Negli articoli 17 e 18 della legge 196/1997 (la legge Treu per intenderci), si parla di "Riordino della formazione professionale" e di "Tirocini formativi e di orientamento".La revisione delle misure di inserimento al lavoro dovranno prevedere una durata tra uno e dodici mesi (24 per soggetti disabili) e valutare anche il "background" del soggetto da inserire (studi pregressi, tipologia del lavoro che verrà svolto, luogo geografico dove verrà svolto) e per i soggetti disabili anche il tipo di "menomazione".

e) orientamento degli strumenti definiti ai sensi dei princìpi e dei criteri direttivi di cui alle lettere b), c) e d), nel senso di valorizzare l’inserimento o il reinserimento al lavoro delle donne, particolarmente di quelle uscite dal mercato del lavoro per l’adempimento di compiti familiari e che desiderino rientrarvi, al fine di superare il differenziale occupazionale tra uomini e donne;
In questo sotto-comma si cerca di enfatizzare l'inserimento/reinserimento al lavoro (secondo i principi trattati nei sotto- commi b-c-d) per quanto riguarda le donne, per superare il gap tra i sessi che il legislatore riconosce.

f) semplificazione e snellimento delle procedure di riconoscimento e di attribuzione degli incentivi connessi ai contratti a contenuto formativo, tenendo conto del tasso di occupazione femminile e prevedendo anche criteri di automaticità;
In pratica si chiede di snellire la burocratizzazione per (da parte dell'imprenditore o in generale da chi vuole "inserire" il lavoratore) gli incentivi (leggi soldi, sgravi fiscali) sui contratti di apprendistato, tenendo in particolar riguardo l'occupazione femminile.

g) rafforzamento dei meccanismi e degli strumenti di monitoraggio e di valutazione dei risultati conseguiti, anche in relazione all’impatto sui livelli di occupazione femminile e sul tasso di occupazione in generale, per effetto della ridefinizione degli interventi di cui al presente articolo da parte delle amministrazioni competenti e tenuto conto dei criteri che saranno determinati dai provvedimenti attuativi, in materia di mercato del lavoro, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
Si chiede di prevedere degli "osservatori" e altri strumenti per valutare i risultati conseguiti, in rispetto della legge costituzionale 3/2001, quella che si occupa delle divisioni amministrative territoriali (regioni, province e comuni).

h) sperimentazione di orientamenti, linee-guida e codici di comportamento, al fine di determinare i contenuti dell’attività formativa, concordati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e territoriale, anche all’interno di enti bilaterali, ovvero, in difetto di accordo, determinati con atti delle regioni, d’intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
Si chiede di avviare una fase di sperimentazioni concordate fra associazioni di datori (es Confindustria) e di prestatori di lavoro (es Sindacati) a livello nazionale e territoriale e, in mancanza di questi accordi, di atti delle regioni in intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

i) rinvio ai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, a livello nazionale, territoriale e aziendale, per la determinazione, anche all’interno degli enti bilaterali, delle modalità di attuazione dell’attività formativa in azienda.
Infine questo sotto-comma delega ai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori (Confindustria, Confcommercio, ecc) con i prestatori (Sindacati) per definire come attuare l'attività formatica in azienda.

venerdì 27 luglio 2007

[OT] Globalizzazione!

Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi di diverso tipo a livello mondiale in diversi ambiti osservato a partire dalla fine del ventesimo secolo.

Questa è la defizinizione tratta da Wikipedia. Anche se i "diversi" ambiti, per i più sono solo ECONOMICI! Questo post un po' OFF TOPIC (OT), cioè fuori argomento mi è venuto parlando con un mio caro amico al telefono.

Ma che cavolo è davvero questa globalizzazione?? Per me ha soprattutto una risposta: INTERNET!!

Ci stavo pensando ieri: l'altro giorno mi sono alzato alle 4 per andare al mio bel posto di lavoro (precario naturalmente), ma prima ho controllato la mia mail e ho anche deciso di entrare un attimo su MSN (e dai, non dovrò spiegarvi tutto vero??? Siete qui a leggere questo blog, ciò presuppone che abbiate un minimo di conoscenza con parole quali personal computer, internet, navigazione, chat) dove ho potuto dare la buona notte ad una amica brasiliana e il buon pomeriggio/sera ad uno cinese. Rispettivamente a Belém e a Pechino.

Già, Internet... la più grande invenzione del XX secolo. In questo momento, invece di scrivere questo post potrei visitare un sito della Birmania per scoprire i luoghi turistici di questo paese. Naturalmente il sito è in inglese, e se non lo sapessi le vie per impararlo con l'ausilio della rete sono infinite. O addirittura potrei voler imparare il birmano, e allora potrei partire da un sito come questo. Magari a me della Birmania non me ne può fregar di meno, però c'ho una voglia immensa di giocare in borsa.

Insomma qualunque cosa noi vogliamo fare internet è un ottimo strumento per iniziare. La Globalizzazione non è (o per lo meno non solo), mangiare hamburger di un fast food americano, in cui la carne non si sa bene se proviene dagli States, o dal Sud America (o da qualche altra dubbia provenienza). Non è solo indossare scarpe fabbricate in Cina, usare un telefono coreano o finlandese. Non è solo uscire con la macchina francese, arrivare al lavoro e mandare una mail a Francoforte.

La Globalizzazione non è una malattia. E' una realtà con cui dobbiamo adeguarci non a malincuore, ma fiduciosi che la Globalizzazione siamo anche noi. Possiamo farci globalizzare o essere processo attivo. Come? Miei cari, state vivendo la globalizzazione molto più di quello che pensate. E nonostante qualche volta ci incavoliamo pure, la globalizzazione ci migliora la vita. Se ci ammaliamo abbiamo più speranze di guarire, perchè forse in qualche parte del mondo qualcuno ha inventato una cura. Se vogliamo sentire quel nostro amico emigrato in Australia, o il cugino in Argentina, basta alzare il classico telefono e ci parliamo. Se siamo più tecnologici possiamo usare Skype, un qualunque social network, una chat tradizionale o l'instant messaging, o la "classica" mail. Se proprio con il computer siamo bisticciati c'è la posta che in tempi ragionevoli ci consegnerà la nostra missiva anche nella savana.

La Globalizzazione è anche uno scambio culturale e scientifico. Una forma di uscire dal proprio campanilismo vetusto e CONOSCERE, INFORMARSI, CAPIRE.

Vi invito a riflettere cosa significa e cosa può significare per voi la GLOBALIZZAZIONE, scrivetemi e dite la vostra.

Sapete qual è il mio sogno più o meno celato nel cassetto? Prendere il mio laptop, prendere un boeing per il Brasile, mettermi su un'amaca all'ombra di una palma in qualche bella spiaggia deserta di Bahia. Collegarmi via WiMAX ad Internet e scrivere qualche post di questo Blog, mentre voi siete nel traffico milanese. Finito il post, lavorare un po' (telelavoro naturalmente) e poi, beh, mica vorrete sapere tutto quello che faccio nella mia vita privata, vero?

Insomma, svegliamoci, la Globalizzazione esiste e non saremo noi disinformati e ignoranti tecnologici a fermarla. Possiamo o subirla o aiutarla a crescere da protagonisti. Io, come avete capito ho scelto, e voi? BUON WEEK END

P.S. A proposito, questo post doveva chiamarsi NO NOMINATION 3, ma poi la GLOBALIZZAZIONE ha battuto il PRECARIATO.

giovedì 26 luglio 2007

Qualcosa è cambiato?

Scrivo dopo alcuni giorni dalla presentazione del "Protocollo su Previdenza, Lavoro e Competitività", da parte del ministro Cesare Damiano. Il commento a questo documento da parte di giornali e prestigiosi economisti lo si può trovare un po' ovunque sulla rete, e le televisioni (radio e giornali) ne hanno dato largo spazio.

Qui mi voglio occupare esclusivamente della parte relativa al lavoro. In particolare a quello relativo alla Legge 30.

Mi aspettavo sicuramente di più. Nella sostanza poco è cambiato, e per i "somministrati" (ex interinali) è cambiato nulla. I contratti a termine oltre ai 36 mesi (3 ANNI) verranno disincentivati e incentivata la trasformazione in "indeterminato". Amici miei "somministrati o interinali", dico Contratti a Termine, non di Somministrazione di Lavoro. Che a mio parere rischieranno di diventare sempre più "preferibili" da parte degli imprenditori.

Oltre a qualche bella speranza su contratti di apprendistato e part-time, gli unici temi trattati sono stati il "lavoro intermittente" (anche detto a chiamata) e lo "staff leasing". Probabilmente verrano abrogati (o modificati), ma in numero assoluto di occupati toccherà veramente poche persone questa modifica. Insomma nell'oceano del precariato è stato toccato solo un piccolo Golfo.

Meglio che niente, almeno le acque si smuovono, ma accipicchia questo Governo se ha difficoltà a centrare i problemi veri. Per quelli come me, il problema è porre paletti legislativi allo strapotere dell'azienda utilizzatrice nei contratti di lavoro somministrato. Nella teoria si ha gli stessi diritti (o quasi) dei lavoratori a tempo indeterminato, ma nella pratica sfido chiunque a riuscire a farli valere con contratti da una settimana, 15 giorni, un mese!!

Caro Damiano, la pietrolina nello stagno l'hai tirata, ora armati di pompa e inizia a toglierci l'acqua che ci sta sommergendo!

lunedì 23 luglio 2007

Ma cosa l'è che è?

Ebbene sì, forse è proprio ora che proviamo a fare un po' di chiarezza su sta benedetta Legge 30/2003, ovvero la legge Biagi. E' una legge delega, ovvero una legge approvata dal Parlamento che delega il Governo a legiferare su una determinata materia. (Per una definizione più chiara ed esaustiva fare riferimento ad esempio a questa definizione su wikipedia). Entrando nel dettaglio. La Legge 14 febbraio 2003, n.30 è formata da 10 articoli (ognuno dei quali con un certo numero di commi e sotto-commi). In una serie di post proverò a presentare questi articoli e commi, cercando di sgarbugliare la matassa, ma siccome non sono uno del mestiere sarei molto grato a chi legge eventuali inesattezze e parti incomplete, di sentirsi libero di commentare. In fin dei conti sono qua per cercare di capire anch'io. Ma veniamo al punto, o meglio all' articolo 1.

Il titolo di questo articolo recita: (Delega al Governo per la revisione della disciplina dei servizi pubblici e privati per l’impiego, nonché in materia di intermediazione e interposizione privata nella somministrazione di lavoro).

E fino a qui sembra tutto chiaro, il Parlamento delega al Governo:
  1. la revisione dei sistemi (pubblici e privati) per l'impiego (quello che una volta erano gli uffici di collocamento, ad esempio)
  2. disciplinare l'intermediazione e l'interposizione privata nella somministrazione di lavoro.
Comma 1.
1. Allo scopo di realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e a migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riguardo alle donne e ai giovani, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Ministro per le pari opportunità ed entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a stabilire, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni in materia di tutela e sicurezza del lavoro dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e degli obiettivi indicati dagli orientamenti annuali dell’Unione europea in materia di occupabilità, i princìpi fondamentali in materia di disciplina dei servizi per l’impiego, con particolare riferimento al sistema del collocamento, pubblico e privato, e di somministrazione di manodopera.
Cioè, in parole povere è un po' l'obiettivo della legge: favorire l'occupazione e prima occupazione in particolare per giovani e donne, organizzando un sistema efficace per il mercato del lavoro. Gli strumenti per ottenere tale obiettivo sono uno o più decreti legislativi (ad esempio il dlgs 276/03), nel rispetto di competenze regionali, obiettivi Unione europea in materia di occupazione, e della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3. Tale legge si occupa delle "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione", per la cronaca, il titolo V si occupa della divisione amministrativa dello Stato (Regioni, province e comuni).

Comma 2.
In una serie di sotto-commi vengono enumerati i princìpi e criteri direttivi su cui la delega viene esercitata. Facendo un sunto:
  1. "snellimento e semplificazione delle procedure di incontro tra domanda e offerta di lavoro";
  2. "modernizzazione e razionalizzazione del sistema del collocamento pubblico";
  3. "mantenimento da parte dello Stato delle funzioni amministrative relative alla conciliazione delle controversie di lavoro alla vigilanza in materia di lavoro, alla gestione dei flussi di entrata dei lavoratori non appartenenti all’Unione europea, all’autorizzazione per attività lavorative all’estero";
  4. "mantenimento da parte delle province delle funzioni amministrative attribuite dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469";
  5. "incentivazione delle forme di coordinamento e raccordo tra operatori privati e operatori pubblici";
  6. "ridefinizione del regime del trattamento dei dati relativi all’incontro tra domanda e offerta di lavoro" su questo principio viene fatto un elenco dei divieti assoluti di preselezione dei lavoratori in base al sesso, orientamento sessuale, religione, ecc... personalmente mi sembra una bella favoletta inapplicata, poichè quale agenzia per il lavoro non viene per lo meno influenzata da questi nostri "item"? Insomma, un po' come la inapplicata/inapplicabile legge sulla Privacy. Diciamoci la verità, giusto o non giusto, l'apparenza e gli orientamenti (politici, religiosi, ecc) influiscono e molto, non solo sulla selezione per una missione di lavoro;
  7. "coordinamento delle disposizioni sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro";
  8. "eliminazione del vincolo dell’oggetto sociale esclusivo per le imprese di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo ". E' stato abolito il vincolo dell'oggetto sociale esclusivo che imponeva alle società di svolgere solo attività di fornitura di lavoro interinale. Le agenzie per il lavoro possono svolgere attività di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (il cosiddetto staff leasing) e determinato (il vecchio lavoro interinale), di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro (cioè di collocamento), di ricerca e selezione del personale, di supporto alla ricollocazione del personale (outplacement);
  9. "identificazione di un unico regime autorizzatorio o di accreditamento per gli intermediari pubblici";
  10. "abrogazione della legge 23 ottobre 1960, n. 1369", cioè il divieto di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro;
  11. "attribuzione della facoltà ai gruppi di impresa di delegare lo svolgimento degli adempimenti alla società capogruppo per tutte le società controllate e collegate", scusatemi ma qui è abbastanza arabo per me;
  12. "abrogazione espressa di tutte le normative, che sono direttamente o indirettamente incompatibili con i decreti legislativi emanati ai sensi del presente articolo";
  13. "revisione del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 18", tale dlgs è l'attuazione della direttiva 98/50/CE relativa al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti;
  14. "redazione, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di uno o più testi unici delle normative e delle disposizioni in materia di mercato del lavoro e incontro tra domanda e offerta di lavoro".

Dunque, siete ancora vivi? Siete arrivati fin qua? L'articolo 1 è finito, ne restano solo altri 9 ehehe. A presto!

giovedì 19 luglio 2007

Cyborg

Fatto! Il sogno di un essere mezzo uomo mezzo robot è stato realizzato: interinale 1.0 ovvero la nuova versione del lavoratore mai ammalato, sempre produttivo, rimpiazzabile, pare addirittura ignifugo. Lo spunto a questo post me l'ho ha dato un amico che poi guarda caso è anche il mio capo o capetto (speriamo non si offenda anche perchè lui questo blog lo legge e pensate un po', lui a differenza dei suoi superiori, crede che anche il cyborg-interinale debba avere qualche diritto). Signori miei, la versione 1.0 non è malaccio. Peccato che ha ancora una strana tendenza al criticare la sua condizione e che ogni tanto pensi pure che forse ci debba essere un senso di giustizia anche per la propria categoria. Ma, imprenditori di ogni dove, non abbiate paura, esperti informatici-giuslavoristi garantiscono che la prossima generazione (la 2.0) non avrà più questo "bug". Il futuro del lavoro non è poi così tanto fantascientifico. E se poi il lavaggio celebrale ci viene fatto anche da chi dovrebbe (in qualche modo ancora non chiaro) difenderci dallo strapotere delle aziende, beh, allora prepariamoci alla nuova generazione di cyborg. Mi rendo conto che ultimamente sono abbastanza pessimista e forse non abbastanza propositivo, ma sto cercando di porre rimedio con alcune iniziative (anche aiutato da Ladypeterpan), però quello che la mia realtà lavorativa mi propone è tutt'altro che rosea. Qualcuno di voi commentava un mio Post con un richiamo alle morti bianche, e una riflessione a come la Legge 30, aumentando la flessibilità richiesta ai lavoratori, possa conciliarsi con questo. Beh, l'Anonimo commentatore mi scrive: "[...] secondo voi, un precariointerinalesomministratoatermineintermittente ecc. ecc. se messo a lavorare in una situazione di rischio, cosa farà? Quale sarà la sua scelta? Contestare la condizione di rischio, con il rischio di perdere il lavoro oppure rischiare la pelle? [...]" Come dargli torto, e poi, i cyborg-lavoratori non sono indistruttibili?

Pre-Nomination 3

Cari amici, quando si dice che al peggio non c'è mai fine. Vi ricordate che la scorsa settimana in "Nomination 2" vi parlavo di un nuovo amico-collega fatto fuori (pardon, non rinnovato il contratto)? Bene, oggi giovedì il capolavoro. Mi telefona questo mio amico e mi dice: "Domani siamo di nuovo colleghi...mi hanno fatto il contratto fino al 20". Fico...meno male hanno capito che uno che lavorava da quasi un anno a produzione piena meritava questa "chance". Poi ho riflettuto: "ma porco cane, il 20 è domani!!!". Capiamoci un attimo perchè qua siamo al delirio. Viene richiamato uno che ha lavorato per un anno, affidabile, non casinista, sempre a "produzione" e gli fai il contratto per un giorno???? ??? ??? Forse Bonanni potrà aiutarmi a capire, perchè sicuramente non è colpa del capolavoro "Legge 30/03", non sia mai che questa crei delle "falle" per queste aberrazioni, no, sicuramente è il datore di lavoro non molto umano..... peccato che non è mica il solo. E allora, quanti altri esempi dovremo tirar fuori prima di convincere qualcuno che poi tutto questo capolavoro, forse ma forse la legge Biagi non è?

martedì 17 luglio 2007

La mia OLIVETTI

Oggi mi sento decisamente nostalgico...e la nostalgia mi è venuta leggendo qua e là su Internet commenti sul mondo del lavoro, sull'economia globalizzata e tante altre parolone. Olivetti...Ormai sempre meno sanno che cos'era. Io lavoro in quella che probabilmente è stato uno dei capolavori olivettiani, e cioè la sede di Scarmagno. Lavoro lì, dove ora ci sono una mezza dozzina di "ereditiere" del patrimonio olivettiano. Non ho voglia di polemizzare su chi era l'Olivetti (e uno dei suoi più grandi interpreti, cioè Adriano Olivetti) e su chi sono oggi le aziende che ne occupano la superficie...sarebbe poi come sparare sulla croce rossa. Oggi, nella pausa pranzo, mi sono seduto di fianco a due persone che ricordavano i "vecchi tempi". Li sentivo parlare entusiasti di cosa voleva dire Olivetti non solo in Italia, ma nel Mondo! Li ho visti ritti e impettiti quando parlavano della "loro" fabbrica, ora sono in una delle tante (e dalla fine semi-ufficiale dell'Olivetti ad oggi) azienducole nate per salvaguardare l'occupazione da una parte e per arruffarsi un po' di denaro pubblico dall'altro. Eheh, e meno male che non volevo essere polemico. Ma ora veramente ci provo. Voglio descrivervi cos'era l'Olivetti per me...per quello che veramente era ci sono numerosissime e ben più autorevoli spazi. Premetto che io sono cresciuto nella fase "calante" dell'Olivetti e a malincuore ho solo potuto vedere l'eutanasia dell'azienda. Sono cresciuto in un paesino al confine con la provincia di Vercelli, ambito per anni da decine di persone che ne volevano ottenere la residenza. Non per la particolare bellezza naturalista, architettonica, ma semplicemente perchè ultimo paesino del Canavese. E essere canavesano significava poter ambire ad entrare nell'Olivetti con un canale privilegiato; per anni il lavoro in Olivetti era prima di tutto per i canavesani. I miei genitori sono stati contadini, ma molti genitori dei miei amichetti ci lavoravano all'Olivetti. Ricordo quando si aveva bisogno di fotocopie c'era la mamma di qualche scolaro che le poteva fare in ufficio. Non c'era persona che non aveva parenti, amici o conoscenti che lavoravano in Olivetti. E poi che invidia gli amichetti che andavano alla colonia estiva. Per chi come me amava quel dannato aggeggio chiamato PC, non poteva mancare la voglia di possedere un M24...il non plus ultra all'epoca (metà anni 80, fine anni 80). Io ci sono arrivato vicino, con un più economico M19. Ma era pur sempre un Olivetti. E poi l'iscrizione all'ITIS "Camillo Olivetti" di Ivrea. Ricordo che ragazzotto di campagna, sceso col pullman alla stazione ferroviaria, raggiunsi a piedi l'Istituto per iscrivermi, in una giornata di luglio di molti anni fa (il 1988 per la precisione). La scuola è posizionata su di un colle all'interno del quartiere Bellavista (quartiere costruito seguendo i dettami architettonici olivettiani) e dove tanti dipendenti trovarono casa negli anni del boom economico. Salito la strada del colle, all'entrata dell'aula magna, in fila per l'iscrizione, le emozioni erano tante, le speranze ancora di più: stavo per varcare il primo passaggio per entrare all'OLIVETTI! E come ero fiero, quando dicevo che ero di Ivrea (in effetti ci sono nato), della città sede dell'OLIVETTI. Ero tanto giovane e tanto ingenuo e purtroppo (io non me ne ero ancora accorto) l'OLIVETTI era in declino. Il pullman che mi portava a scuola era in condivisione con i dipendenti di Scarmagno o di San Bernardo. Ricordo quante volte, vedendo scendere nell' apposite fermate all'interno del comprensorio di Scarmagno le persone che entravano al lavoro, mi dicevo, un giorno ci entrerò anche io qua. Ma ero giovane e ingenuo. Poichè quella che credevo essere l'Azienda, a mano a mano spariva sotto i miei occhi. Prima venivano chiusi gli stabilimenti all'estero, poi un po' di cassa, la chiusura di qualche stabilimento secondario e poi...e poi le persone che prima vedevo sul pullman scendere a Scarmagno e a San Bernardo, a Palazzo Uffici...beh quelle persone diminuivano sempre di più. La speranza di entrare in Olivetti, anzi il desiderio, via via si affievoliva e poi boom...semplicemente mi svegliai con OP Computer Wang, OLIT e tante tante figlie bastarde di un'eredità persa per sempre. Entrando e parlando con i lavoratori storici ti raccontano una favola, quanto sembra incredibile: biblioteche, centri culturali, mense, ambulatori...no, no, non stanno parlando di una cittadina di provincia in cui i servizi pubblici funzionano. Stanno parlando di quello che c'era all'interno di Scarmagno, una città di qualche decina di migliaia di persone, una fattoria tecnologica. Mi hanno dipinto una realtà in cui il lavoro era ancora al centro....ora al centro c'è la finanza, i flussi di cassa, la produttività, la globalizzazione... La mia OLIVETTI non c'è più e purtroppo ha lasciato tanti orfani incapaci di sollevare la testa e rivendicare un patrimonio economico-culturale. I milanesi (leggi Tronchetto della Felicità Provera) hanno fatto man bassa di marchi, brevetti e immobili (leggi Pirelli RE). Oggi ci sono scatole cinesi di società che controllano società che sono controllate da società. Dove lavoro io ad esempio in pratica il maggior cliente è in pratica anche il padrone (per vie traverse). Ora si deve lottare con il caldo d'estate e il freddo d'inverno, perchè non si sa bene chi debba decidere per aggiustare un cavolo di sistema di condizionamento d'aria. Dove una volta c'erano linee di produzione all'avanguardia ora c'è il vuoto....Dove prima c'erano migliaia di persone orgogliose di essere protagonisti di un'azienda protagonista, ora ci sono poche centinaia di persone con lo sguardo spento alla mercè di una banda bassotti di finanzieri (furbetti del quartierino e ladruncoli legalizzati), quasi vergognandosi del posto dove ora si lavora. Eppure, per chi come me è entrato anche solo per un minuto nello stabilimento di Scarmagno, se per un attimo chiude gli occhi, riesce a vedere quello che un decennio di scempi non sono ancora riusciti a distruggere: la memoria dell'OLIVETTI. Non c'entra niente questo post con la "mission" del Blog...o forse c'entra? Vedete un po' voi, comunque avevo voglia di raccontarvi la mia OLIVETTI.

Bonanni... Bonanni... Bonanni!!

"Legge Biagi? Sbagliato rovinare un buon lavoro: non siamo disponibili ad alcuna modifica". Per quanto possa sembrare incredibile questa non è una dichiarazione di Berlusconi e nemmeno di qualche alleato del centro-destra. Per quanto possa sembrare incredibile questa è una dichiarazione rilasciata in un'intervista al " il Giornale" (8 luglio 2007) da Raffaele Bonanni, segretario nazionale CISL. Ad una specifica domanda di Gian Battista Buozzo (giornalista de "Il Giornale"): - Segretario, e se dopo le pensioni si aprisse un altro tormentone, la legge Biagi? La risposta è stata: - "La CISL non vuole che si rovini un buon lavoro. Per essere ancora più chiari: la CISL non è disponibile ad alcuna modifica della legge Biagi". Questo stralcio è parte dell'intervista rilasciata a "il Giornale" in cui si parlava principalmente dello scalone (pensioni). Che dire. Certo fa tristezza vedere che da un uomo di sinistra, quale Bonanni dovrebbe essere, ci sia una così netta chiusura su di una legge che a detta di molti per lo meno necessità di migliorie. La mia posizione è chiara: è sbagliato arroccarsi a difesa di una legge che ha creato tanta "sottocupazione". Tutto è migliorabile e la legge 30/2003 è sicuramente in questa categoria. Spero che questa sia solo una dichiarazione estiva, rilasciata forse con troppa leggerezza e anche la CISL si impegni a modificare una legge che tanta discriminazione sta creando nella nostra società.

domenica 15 luglio 2007

Contiamoci. Perchè contiamo!

Surfando sul web si riesce a trovare davvero di tutto, e io ho trovato questo bel sito, Anagrafe Precari, dove il sottotitolo recita: "Contiamoci. Perchè contiamo!". Mai descrizione è stata più vera. Per cui il mio consiglio è quello di andare nel sito ed iscriversi, lasciare la propria testimonianza. Tutto aiuta per smuovere le acque, rendiamoci conto che come "categoria" rappresentata non ESISTIAMO!!!! Per cui dobbiamo conoscerci, avere coscenza di cosa è il nostro tipo di lavoro (purtroppo c'è troppa ignoranza su questo), nonostante la rabbia dobbiamo cercare di capire e non rifiutare a priori. La legge 30/2003 (legge Biagi) è una realtà, e un'altra realtà (come ho più volte detto da queste pagine) è che non hanno (Governo in primis) nessuna intenzione di cambiarla. Contiamoci. Perchè contiamo! (...e dovremo contare sempre di più)

venerdì 13 luglio 2007

Nomination 2

Venerdì. Nuovo giro, nuovi interinali non confermati. Io, ancora una volta indenne, ma come 2 venerdì fa, un'altro amico/collega non ce l'ha fatta. Mi spiace moltissimo anche perchè sempre più mi rendo conto di 2 cose:

1) Esistono lavoratori di serie A e quelli delle serie inferiori;

2) La legge 30/2003 non verrà abolita e non vi saranno troppi cambiamenti. Se non ne ha la volontà questo traballante Governo non credo proprio che lo farà il prossimo Governo Berlusconi.

Butto lì una provocazione: e se diventassimo tutti interinali?

Per lo meno il primo punto sarebbe risolto, tutti saremo lavoratori delle serie inferiori e come in molti campi della vita chi è più bravo resta, almeno fino quando i poteri supremi lo decidono. Mi spiego meglio. Così com'è ora vi sono lavoratori supertutelati e lavoratori non. Mi rendo perfettamente conto che significherebbe perdita di diritti per cui i nostri padri e nonni hanno lottato. Ma siamo sinceri, guardiamoci in faccia. Quelli come me, e siamo ormai parecchi milioni, stanno solo subendo umiliazioni e di diritti neanche l'ombra.

Non fa piacere essere "lasciato a casa". Non voglio alimentare lotte fra poveri, scontro fra chi un Lavoro con la "L" maiuscola ce l'ha e chi ha un lavoro con la "l" minuscola. Ma così, forse, le forze politiche capiranno che esistiamo....perchè per ora 2-3-4 milioni sono una bazzecola per loro. Tra l'altro siamo un'armata Brancaleone, nessun coordinamento, nessuna forma di sindacalizzazione. Insomma siamo tanti piccoli nessuno che dobbiamo pensare a tirare avanti nelle nomination, sperando che non tocchi a noi.

E' di un brutto lavorare così...in questo periodo di ferie, quando i colleghi indeterminati (di lavoro) ti chiedono "Quando andrai in ferie?", sono costretto a rispondere con "Spero di non doverci andare".... Sì, perchè le ferie dalle nostre parti significa "Periodo di disoccupazione".

E' brutto sperare che gli indeterminati facciano tante ferie e tanta mutua...così noi si tira a campare.

E' brutto non potersi ammalare perchè se chiedi la mutua poi dall'Agenzia di Lavoro, all'Azienda in cui si lavora, ti guardano male.

E' brutto, ma è così....

Ecco perchè la mia provocazione è: mettiamoci tutti in gioco, chi da anni è costretto a lavorare senza diritti e chi da sempre invece di diritti ne ha anche forse troppi. Giochiamocela, vediamo chi si merita il posto di lavoro!!

Forse è la rabbia, forse è la rassegnazione che mi fa parlare così, ma voglio continuare a parlarne, voglio trovare interlocutori non dogmatici. E' finito il tempo del lavoro (per tutti e comunque) indeterminato....giusto o non giusto è così. Quello che sicuramente non è giusto è che solo una parte (sempre più grande) paghi e venga sacrificata in nome dei privilegi di chi manco se li merita!!!!!

Ciao Marco e auguri...tutta la mia solidarietà è per te!!!